La pecora pazza

In un piccolo villaggio di campagna viveva una vecchina. La vecchina ogni mattina andava a messa. la vecchina Quando l’orologio suonava non perdeva tempo e partiva di corsa per andare in chiesa qualunque cosa stesse facendo. Una mattina uscendo di corsa da casa si dimenticò di chiudere l’uscio. Finita la messa la vecchina tornò a casa ma si accorse con sorpresa che la porta non si apriva. Così cominciò a bussare e da dietro l’uscio sentì una voce gracchiante che le chiese: chi è!. La vecchina si prese di coraggio e disse: sono la vecchina che abita in questa casa e tu chi sei? La voce dietro la porta allora rispose: io sono la pecora pazza e ho tre palmi di cornaccia se non te ne vai di qui te le infilzo nella tua panciaccia!la pecora pazza La vecchina appena sentì quelle minacce ebbe timore ed andò subito a chiamare aiuto. Passava di lì un grosso cavallo con una appariscente bardatura. La vecchina appena lo vide gli corse incontro e spigandogli cosa le era successo gli chiese aiuto. Il cavallo allora disse alla vecchina: non ti preoccupare ci penso io! il cavallo bardatoAltezzoso si diresse verso la porta e con voce grave disse: apri sono il cavallo bardato e se non esci subito ti farò assaggiare il mio zoccolo ferrato. La pecora pazza allora rispose con tutta la forza che aveva: ed io sono la pecora pazza e ho tre palmi di cornaccia se non te ne vai te le infilzo nella tua panciaccia. Il cavallo spiazzato da quelle parole così forti senza dire niente alla vecchina se ne scappò a gambe elevate. Passava di lì un grosso cane e la vecchina gli corse incontro per chiedergli di liberare la casa dalla pecora pazza. il caneIl cane senza pensarci corse alla porta e abbaiando a più non posso intimò alla pecora: sono il cane ringhiante e se non esci di li te ne farò vedere tante. La pecora pazza senza scomporsi ripeté al cane il suo ammonimento e questo intimorito da quelle parole scappò senza pensarci troppo. La vecchina era disperata e non sapeva a chi rivolgersi. Mentre piangeva sull’uscio di casa passò di lì un piccolo grillo e impietosito da quelle lacrime le chiese come potesse aiutarla. La vecchina guardò il grillo e vedendolo così piccolo si mise a ridere perché pensava: non ci è riuscito il cavallo bardato e nemmeno il grosso cane ringhiante ed ora ci dovrebbe riuscire un piccolo grillo saltellante? Ma visto che non aveva nessun altro a cui rivolgersi lo invitò a provare. Il grillo si avvicinò alla porta e busso con un spadino che portava nella cintola. La pecora appena sentì bussare chiese: chi sei io sono la pecora pazza e ho tre palmi di cornaccia se non te ne vai te le infilzo nella tua panciaccia.il grillo con la spada Il grillo non si spaventò a quelle parole e per tutta risposta le disse: ed io sono il grillo spadaccino e se non esci subito ti infilzo con il mio spadino. La pecora a sentire quelle minacce ebbe paura e scappo di corsa senza nemmeno voltarsi indietro. La vecchina ringraziò il grillo e si scusò con lui per averlo sottovalutato… alle volte le apparenze ingannano!

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